Di Antonietta Terraglia 

Michael Holbrook Penniman, libanese di Beirut è un uomo di 38 anni con tante vite e tante vicende dietro un bel sorriso aperto e accattivante. 

Noi lo conosciamo come Mika, il cantante con outfit variopinti e autore di ritmi ballabili. Dal singolo Grace Kelly ha infilato un successo dopo l’altro,  l’album Life In Cartoon Motion,  The Boy Who Knew Too Much, The Origin of Love, No Place In Heaven, fino ad un più maturo My name is Michael Holbrook. 

The boy who knew so much 

È davvero un ragazzo che ne ha viste tante. Il rapimento del padre tenuto in ostaggio per sette mesi in Kuwait durante la prima guerra del golfo lo ha messo davanti alla prima sliding door. Via da una vita borghese, alla ricerca di una nuova formula per affrontare quello che gli si para a davanti, lui e la sua famiglia. Tutto da ricominciare. È un bambino goffo e sovrappeso quando arriva a scuola a Londra con i suoi problemi di dislessia, patisce il bullismo dei compagni e l’espulsione.  Via, si riparte. Sua mamma decide che deve arrivare al successo e per farlo deve lavorare e sodo. Mrs Penniman stende il business plan pensando al figlio come si farebbe con un prodotto e, via, si comincia: quattro ore di canto al giorno! 

Mika ama i colori e li bacia
Mika ama i colori e li bacia / foto Instagram

Viaggiano di continuo, vivono come zingari su una vecchia Toyota Previa soprannominata “il carro merci” rincorrendo le esibizioni del giovane Mika. Con il carro merci vanno anche in vacanza, venti ore d’ auto, partendo da Londra per andare da una zia in Francia. 

Non può fallire, non è un’opzione percorribile. Lui è il gioiello di famiglia, suo il compito di riuscire e riscattare tutti da quella vita. 

E il successo arriva, finalmente. E continuano anche gli episodi da film. Sua sorella Paloma, affetta da leggera paresi, cade dalla finestra e rimane infilzata in una cancellata (roba da ER e Grey’s Anatomy insieme). Lui arriva convinto di doverla salutare per l’ultima volta, ma sorprendentemente sopravvive. 

Ha affrontato di tutto, Michael, di recente anche la morte della persona che lo ha fatto, plasmato, indirizzato: sua madre.  

Da gay non ha preso bene il voto in Senato sul ddl Zan. Su Instagram commenta così: Quella che abbiamo visto ieri non è l’Italia che amo e che mi ha accolto e difeso in questi anni. Ma là fuori c’è ancora l’Italia capace di amare e accogliere e nella quale voglio continuare a credere. 

Trovargli un difetto non è semplice. L’anno scorso ha organizzato una raccolta fondi ed un concerto per il suo Libano e, per Natale, un concerto benefico per l’ospedale pediatrico Curie di Parigi.  

Ha una vita privata e la difende.  

Vicino alle idee ambientaliste è stato anche testimonial della Opel, al grido di “Simply Electric”. 

Ha due cani dai quali non si separa mai. 

Finora sfioriamo l’agiografia, manca l’invocazione “Santo subito” e ci siamo. 

Mika: noi di monopattinoelettrico.info lo conosciamo bene. 

Proviamo ad infrangere il cristallo di cui è fatto il santino parlando con qualcuno che lo ha conosciuto bene

Il nostro Content Manager, il poliedrico Antonio Pintér, lo ha conosciuto nel 2014, quando ha girato con lui la campagna per H3G. 

Backstage della campagna 3 con Mika, ideata dall’agenzia di Pinter

Anche allora, come oggi, Mika era impegnato come giudice ad X Factor. 

Proviamo ad incalzarlo un po’, alla ricerca del gossip, il punto debole, lo scatto da divo. 

– Antonio, qual è stata la tua prima impressione, quando te lo sei trovato davanti? 

 Alto… non sono abituato. Io sono alto un metro e novantadue, riuscire a guardare qualcuno negli occhi non mi succede tutti i giorni. 

– Ok, qualche particolare non fisico, ma succulento? 

– Ricordo perfettamente sua mamma, che gli faceva da manager.  Lo  seguiva ovunque e sceglieva personalmente gli outfit che Mika avrebbe dovuto indossare. 

– Cuore di mamma… manie da star? 

– Lo so che non sembra vero, ma è la persona più corretta e gentile con la quale mi sia capitato di lavorare, puntuale, preciso, con la voglia di dare il meglio, anche se si trattava di imparare battute per uno spot. 

Mika nel backstage H3G / foto Antonio Pintér
Mika nel backstage H3G / foto Antonio Pintér

Ora è evidente che non posso fare nomi e cognomi, ma in quarant’anni di lavoro ho conosciuto un po’ di persone famose e ti assicuro che, anche quelli con l’immagine di personaggio rassicurante possono nascondere un carattere ben poco collaborativo e gioviale, anzi a tratti direi proprio stronzo… 

Insomma non ne veniamo fuori dal santino… 

E…me lo dovrei inventare. Anzi, a completamento dell’immagine di perfezione, ti posso dire che finite le riprese (potevano andare avanti fino a notte), Mika torna a a casa a studiare, ora non ricordo bene se chitarra o canto. Lui è proprio come lo vedi. 

Basta, ti chiedo più nulla. Cercavo un pettegolezzo, una crepa, una piccola cattiveria. Invece niente. 

E me ne rendo conto. La prossima volta ti racconto di me… 

Mika sceglie il monopattino: un feeling naturale.

Mika gira in monopattino sul set di X-Factor

Un personaggio positivo con un atteggiamento positivo, attento alle persone e al mondo che lo circonda. 

Scelte consapevoli lo guidano, e infatti, per muoversi negli enormi studi di X-Factor, Mika sceglie il monopattino, come vediamo dal video Facebook qui sopra. Un mezzo per impattare il meno possibile sul pianeta. 

Ma soprattutto un mezzo che in comune con Mika ha moltissime cose. La linea snella ed elegante, una personalità gentile e silenziosa, che arriva ai suoi obiettivi senza strillare, senza calpestare nessuno. 

Se fosse un mezzo di trasporto, ci piace pensare che Mika sarebbe il monopattino. E non c’è da interrogarsi troppo su quale divo sarebbe il monopattino, se sapesse cantare, suonare e ballare.  

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