Monopattino in città / photo Getty
MILAN, ITALY - MAY 15: A man wearing a protective mask rides a scooter on May 11, 2020 in Milan, Italy. Italy was the first country to impose a nationwide lockdown to stem the transmission of the Coronavirus (Covid-19), and its restaurants, theaters and many other businesses remain closed. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Il Decreto Infrastrutture che riguarda anche i monopattini è legge.

Abbiamo resistito alla tentazione di uscire con un articolo basato su anticipazioni, rumors e reazioni non sempre ragionate.

Mentre sui social impazzavano reazioni e commenti, noi abbiamo preferito analizzare con attenzione il nuovo decreto, per spiegare cosa contiene davvero e per capire cosa cambia nella realtà per chi possiede un monopattino elettrico o pensa di acquistarne uno. 

Spoiler: il decreto cambia molto nella vita dei monopattinisti? No. Quasi tutto resterà esattamente com’è oggi (o quasi).

Il temutissimo decreto, fortemente voluto da alcune forze politiche con l’intento dichiarato di combattere il monopattino, nella realtà, stabilizza la situazione esistente e lascia quasi tutto esattamente com’è. Le principali innovazioni saranno:

  • La velocità massima passa da 25 a 20 km/h.
  • La confisca del mezzo avviene per monopattini oltre i 1000 watt (erano 2000). Va sottolineato però che già prima la circolazione era permessa solo per monopattini fino a 500 watt.
  • Viene previsto l’obbligo di freno su entrambe le ruote (senza specificare il tipo di impianto frenante richiesto).
  • Saranno obbligatori gli indicatori di direzione, o frecce, per tutti i mezzi commercializzati dal 1° luglio 2022. Chi già ne possiede uno dovrà adeguarlo entro il 1 gennaio 2024.

Non sono invece previsti dal decreto né l’obbligo di casco né quello di assicurazione (che sarà invece richiesta ai mezzi in sharing).

Come si vede, non sono novità sconvolgenti. Quella di maggiore impatto è la riduzione della velocità massima. Una misura ampiamente prevista che molti servizi di sharing avevano già integrato e non cambia in modo significativo le nostre abitudini di guida, ma renderà necessario aggiornare i firmware per essere certi di guidare un mezzo perfettamente a norma.

I dubbi del nuovo decreto.

Accanto alle certezze, il decreto lascia aperti alcuni dubbi, sia per come è stato scritto che perché sostituisce altre leggi piuttosto elaborate e complicate come il “decreto milleproroghe”, contenti specifici divieti e sanzioni. Le disposizioni restrittive previste precedentemente potrebbero a questo punto essere considerate abrogate? Forse. A chiarirlo saranno come sempre le disposizioni interpretative che chiariranno meglio cosa stabilisce la legge in alcuni casi tutt’altro che chiari. Vediamo i due principali.

I monopattini potranno marciare anche sulle strade extraurbane secondarie?

Ha fatto molto rumore un articolo di Quattroruote che sostiene che, lungi dal rappresentare una stretta il nuovo decreto lascia spazio interpretativo ad una estensione dell’uso dell’uso del monopattino, anche sulle strade extraurbane secondarie. Il decreto contiene una formula molto ambigua. Dopo aver elencato le categorie di strade, piste ciclabili, spazi pedonali, dove l’uso del monopattino è consentito, il testo conclude con “ovvero dovunque sia consentita la circolazione dei velocipedi”. Siccome alle biciclette sono vietate solo autostrade e strade extraurbane principali, ne conseguirebbe un enorme ampliamento dello spazio di movimento del monopattino elettrico, anche dove prima era espressamente vietato.

Ci permettiamo di sottolineare come questa interpretazione estensiva, molto viralizzata sui social, sia tutt’altro che una certezza. In attesa di una circolare interpretativa del Ministero, che chiarisca i dubbi su una norma formulata in modo poco chiaro, è senz’altro meglio attenersi a quanto esplicitamente e certamente confermato dal decreto. La circolazione è consentita: “su strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, nelle aree pedonali, su percorsi pedonali e ciclabili, su corsie ciclabili, su strade a priorità ciclabile, su piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata”.

Monowheel, segway e overboard non sono più sanzionabili?

Il decreto milleproproghe conteneva uno specifico articolo che prevedeva multe da 100 a 400 euro per chiunque circolava con mezzi non dalle caratteristiche costruttive definite per il monopattino. Ovvero, Monowheel, segway, overboard e simili erano proibiti e soggetti a multa. Il decreto infrastrutture sostituisce il decreto milleproroghe, senza però prevedere sanzioni per i mezzi di cui sopra.

A rigor di cavillo, chi venisse multato da oggi potrebbe come minimo avere buone speranze di un ricorso favorevole. Ma solo successive disposizioni ministeriali potranno chiarire davvero se i mezzi non più descritti come vietati sono da oggi considerati consentiti. Infittire la giungla legislativa che avviluppa la micromobilità è senz’altro un effetto negativo del nuovo decreto. L’auspicata chiarezza definitiva in un campo regolato da troppe norme, non è arrivata nemmeno questa volta.

Monopattini parcheggiati sul marciapiede. Non sarà più consentito al di fuori delle zone capillarmente previste/ Photo pixabay
Monopattini parcheggiati sul marciapiede. Non sarà più consentito al di fuori delle zone capillarmente previste/ Photo pixabay

Il decreto punto per punto.

Vediamo in dettaglio le disposizioni del decreto.

Caratteristiche costruttive: le nuove disposizioni.

Tutti i mezzi dovranno essere dotati di frecce, o indicatori di direzione, nel linguaggio del legislatore. Tale obbligo sarà in vigore dal 1 luglio 2022 per tutti i nuovi mezzi in vendita mentre quelli già circolanti dovranno essere adeguati entro il 1 dicembre 2024.

Caratteristiche costruttive confermate.

Restano in vigore tutte le norme attualmente esistenti per le caratteristiche costruttive. E in particolare il limite di 500 watt e l’assenza di posti a sedere (i monopattini con sedile restano quindi non legali). E’ obbligatorio il segnalatore acustico. Tutti i mezzi capaci di sviluppare velocità superiori ai limiti di legge dovranno quindi essere dotati di un limitatore settato sul nuovo limite: è quindi opportuno aggiornare i software di controllo. Il limite di velocità in area pedonale resta fissato come oggi a 6 km/h, settati in automatico sui mezzi in sharing e da osservare per tutti i mezzi privati.

Equiparazione alla bicicletta.

Per tutte le caratteristiche non previste nelle disposizioni di cui sopra, come in generale per le regole di circolazione, valgono le stesse norme in vigore per le biciclette. Anche questa è una conferma della legislazione in vigore.

Nuove norme per i noleggi/sharing.

Cambiano le modalità di sosta, che saranno consentite solo in aree riservate, e non più sui marciapiedi e viene introdotto l’obbligo di assicurazione per poter svolgere il servizio di sharing.

Luci e dispositivi per la visibilità.

Da mezz’ora dopo il tramonto (e di giorno, in condizione di scarsa visibilità) potranno circolare solo monopattini dotati di luce anteriore e posteriore, che dovrà essere accesa. Oltre che di catarifrangente posteriore.

Giubbotto o bretelle riflettenti ad alta visibilità saranno obbligatori in tutte le condizioni in cui le luci devono essere accese. Ne viene invece eliminato l’obbligo  durante il giorno, anche in condizioni di scarsa visibilità.

Divieto di circolazione sul marciapiede e contromano.

Una norma di buonsenso diventa anche norma di legge. Sui marciapiedi il monopattino potrà essere condotto solo a piedi, a spinta. Niente più corse in mezzo ai pedoni, quindi.

Altrettanto vietato sarà circolare contromano (come alcune città consentivano alle biciclette e dunque anche ai monopattini). Fanno eccezione, evidentemente, tutte le strade con pista ciclabile a doppio senso, purché si resti sulla ciclabile.

Divieto di sosta sul marciapiede.

E’ una delle innovazioni più importanti del decreto. Non si potrà più parcheggiare, nemmeno con attenzione, sul marciapiede. Si potrà farlo solo nelle aree dedicate che i Comuni sono chiamati a individuare e distribuire capillarmente. Curioso, a nostro avviso, il fatto che tali aree possano anche non essere indicate sul terreno, ma solo visibili sul gps. Mentre il gps è integrato nei monopattini in sharing ed elemento essenziale del servizio, lo stesso non vale per i mezzi privati, che vengono comunque solo molto raramente parcheggiati all’aperto. La disposizione è quindi decisamente mirata ai monopattini a noleggio, che si potranno lasciare e riprendere solo in aree dedicate.

Resta possibile parcheggiare i monopattini presso tutte le rastrelliere previste per il parcheggio di biciclette e scooter.

Mani sul manubrio.

Chi guida il monopattino dovrà avere le mani libere da borse e quant’altro, per poterle tenere sul manubrio. Unica eccezione prevista, la segnalazione del cambio di direzione sui mezzi non ancora dotati di frecce (che andranno comunque installate entro il primo gennaio 2024).

Non più in fila indiana.

La disposizione, largamente disattesa, per cui i monopattini dovevano procedere su un’unica fila indiana è stata finalmente abrogata. Ci sarà libertà di affiancarsi ad altri monopattini, il che sicuramente rende più fluida la guida in città. Nella realtà era già così ma adesso lo sarà anche per il Codice.

Dove si può circolare?

Resta valida l’equiparazione alle biciclette. Il nuovo decreto formula in modo più ampio le stesse norme che erano valide prima. In sostanza, si potrà circolare su:

  • Strade urbane con limite a 50 km/h
  • Zone pedonali (a 6 km/h)
  • Percorsi pedonali e ciclabili
  • Piste ciclabili

Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole, quindi.

Monopattini a noleggio: la foto prima del parcheggio.

Quella che era una buona abitudine di molti operatori di sharing diventa ora norma. Prima di chiudere il noleggio diventa obbligatorio fare una foto del mezzo per certificare il parcheggio in area consentita. Tutti gli operatori dovranno da adesso adottare questo sistema, anche quelli che non lo facevano prima.

I servizi di sharing dovranno anche inserire le norme per un corretto utilizzo del mezzo all’interno delle loro app e organizzare in accordo con i comuni campagne informative che introducano alla guida sicura e corretta del monopattino. Un lavoro che diversi operatori, anche in questo caso, stanno già facendo.

Le sanzioni per chi viola le regole

Le sanzioni amministrative per chi viola le norme sulla circolazione saranno da 50 a 75 euro. Più gravi le multe per i mezzi non a norma: da 100 a 400 euro. Per il parcheggio sul marciapiede la multa prevista è la stessa dei ciclomotori: da 41 a 168 euro.

La confisca del mezzo, prevista per i mezzi in più grave violazione delle caratteristiche previste, sarà adesso possibile per i mezzi che superano i 1000 watt di potenza (attenzione ai dual motor più potenti), un limite che è stato radicalmente abbassato dai precedenti 2000 watt.

Anche la violazione di altre caratteristiche costruttive previste (assenza di sedile, freni non conformi, mancanza di luci nelle ore previste e di indicatori di direzione dal 2024) potrebbero portare alla confisca, che in precedenza era espressamente limitata all’eccesso di potenza del motore.

E l’obbligo di assicurazione e casco?

Nessuna di queste due annunciate disposizioni sarà prevista nel decreto. Ma resta aperta la questione dell’assicurazione. Il Ministero delle Infrastrutture è chiamato a svolgere un’indagine sulla possibilità di applicare anche questa nuova disposizione. Gli atti e le conclusioni della ricerca saranno trasmessi alle commissioni entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

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