Gordon Ramsay in monopattino a Auckland

Di Antonietta Terraglia

Gordon Ramsey personaggio lo è. Può piacere o meno, è un evidente frutto di certa cultura mediatica urlante e giudicante. Ma almeno lui ha o meglio aveva, autorità da vendere. Almeno prima dell’ultima, incredibile scelta.

Purtroppo ormai si può dire non è (quasi) più uno chef. Peccato, per dirla con Totò, “cuoco…che bella parola”, e chiosava “sposatevi il cuoco!”. È una parola rotonda, riempie  la bocca, evoca piaceri, invece il bel Gordon ormai da tempo è più un animale televisivo che un creatore di piatti eccelsi, un protagonista a vario titolo di programmi TV. 

Lui stesso ha affermato di non cucinare più se non davanti ad una telecamera. 

Gordon Ramsay in monopattino per le strade di Auckland decanta la cucina(???) neozelandese.

Chi è Gordon Ramsay.

Ma chi è Gordon Ramsay e soprattutto come ci è diventato?  

Nasce in Scozia nel 1966 e, come d’ordinanza per i bambini europei, da grande vuole fare il calciatore.  

Per nostra (s)fortuna, un infortunio in giovane età gli preclude la possibilità di far concorrenza a Beckham.  

Gordon Ramsay e David Beckham
Gordon Ramsay e David Beckham /Instagram

Negli anni Novanta trova la strada per la cucina e, insieme al suocero apre, nel 1998,  il primo ristorante che porta il suo nome, a Londra.  Lì, si accende per lui il firmamento di stelle (Michelin). 

Apre ristoranti in tutto il globo terracqueo, compresa l’Italia e con l’apertura dei viaggi spaziali ai privati c’è da temere che ne apra anche uno stellare (questa volta nel senso di astri). 

Pensiamo qualche nome possibile: Carbonara: The last frontier; Star Chops; 2021: a Grill Odissey, Fish pie in the sky… 

Gordon Ramsay a Hell's Kitchen
Gordon Ramsay e uno dei programmi che gli hanno guadagnato la fama di “cattivo”: Hell’s Kitchen. /Instagram

Un conto salato.

L’unica cosa di cui si può essere ragionevolmente certi entrando in un ristorante del Pippo Baudo degli chef è che il conto sarà astronomico (ancora le stelle?).  

Nel locale londinese per il pranzo sono 120 sterline a cranio e 140 a cena, più il 15% di mancia, of course. And please don’t forget “Restaurant Gordon Ramsay has a smart dress code” 

Tali raffinatezze però, il Nostro non le usa quando è in giro per Hell’s Kitchen o Cucine da Incubo, o altri locali da incubo che visita come castigatore. Il suo eloquio si abbassa di livello in modo proporzionale all’innalzamento del suo tono di voce. 

È anche socio di una casa di produzione televisiva che si occupa di alcuni suoi TV show.  

È un personaggio divisivo e ci gioca. Certo, affrontando la carbonara usando il bacon, senza pecorino e affogata nel tuorlo d’uovo non poteva aspettarsi il plauso dei puristi. 

Anyway, assaggiando assaggiando Ramsay è in pole position per  malanni professionali (colesterolo, trigliceridi…).  

Si tiene in forma però, l’aspetto gradevole è un must per chi va in video e quindi vai con sport e laser per livellare le rughe. 

Gordon Ramsay dalla cucina al monopattino.

È uno che vuole provare tutto e in un suo recente viaggio ad Auckland, in Nuova Zelanda, Gordon ha postato sul suo account Instagram un video in cui va in giro per la città su un monopattino Lime lodando la cucina locale (esiste la cucina neozelandese???).   Noi lodiamo la scelta del monopattino, ma altre sue affermazioni un po’ meno. 

La scelta di Ramsay che lascia a bocca aperta.

Proprio in questi giorni,  il più collerico degli chef, insieme ai suoi pards, Gino D’Acampo e Fred Sirieix ha avuto, nel corso di un ennesimo culinario road trip, una caduta di stile. Ramsey ha fatto una scelta che ha lasciato tutti a bocca a aperta e che gli ha causato notevoli guai sui social network, dove è stato bersagliato da fortissime critiche.

Cosa è successo? Ha affermato che la cucina greca è migliore di quella italiana. In questi casi la difesa migliore è silenzio, ma proprio perché la cucina italiana si difende da sola

καλή όρεξη, buon appetito chef. 

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