Oltre al buono per l’acquisto, la fase 2 vedrà più piste ciclabili per la mobilità elettrica e una possibile bike-lane per la circolazione di velocipedi e veicoli a motore con massimo tre ruote

A che punto sono le misure governative per la micro-mobilità?

Al question time in parlamento dello scorso 29 aprile, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola de Micheli risponde ad alcune domande sullo scenario che dal 4 maggio riguarderà la mobilità e il sistema dei trasporti. Una delle misure principali di cui potremmo beneficiare è un buono da 200 euro. I dettagli sono ancora in fase di definizione insieme al Ministero dell’Ambiente. Non è ancora chiaro se sarà uno sconto applicato dal venditore come il buono TV oppure un voucher da presentare al momento dell’acquisto. Il buono servirà ad acquistare una bicicletta (anche a pedalata assistita) o un mezzo a propulsione prevalentemente elettrica. In alternativa, potrà essere impiegato per servizi di mobilità condivisa ad uso individuale che tradotto significa sharing. C’è una limitazione però: a meno di modifiche, i beneficiari del buono saranno solo i cittadini che vivono in centri urbani dai 60000 abitanti in su.

Arriva il buono da 200 euro per acquistare i monopattini elettrici
Arriva il buono da 200 euro per acquistare i monopattini elettrici

Istituzione nel Codice della Strada di una bike-lane

Un altro provvedimento rilevante è l’istituzione di una bike-lane nel Codice della Strada. Che cos’è una bike-lane? È una corsia riservata a velocipedi e a veicoli a motore con un numero di ruote non superiore a tre. Quali saranno le conseguenze sulla circolazione? Vedremo le biciclette e i monopattini elettrici condividere la corsia con ciclomotori, motocicli e tricicli. Il Ministro sostiene che in questo modo il flusso di traffico scorrerà più facilmente. C’è chi però come Green Italia vede nella bike-lane un pericolo per le categorie di guidatori più deboli ed invita a fare retromarcia puntando piuttosto sull’ampliamento delle piste ciclabili. A tal proposito, l’assessore di Milano Marco Granelli si sta già muovendo da tempo in questa direzione.

Il buono da 200 euro spendibile anche in sharing
Il buono da 200 euro spendibile anche in sharing

La sperimentazione romana

“Apriamo il mercato agli operatori interessati ad investire su Roma”. Con queste parole il sindaco Virginia Raggi da avvio alla sperimentazione capitolina che durerà due anni. Quali sono le linee guida per gli operatori che decidono di aderire? Ognuno potrà mettere a disposizione una flotta di monopattini tra le 750 e le 1000 unità per un totale di 16000 mezzi sull’intero territorio urbano. Inoltre, dovrà garantire sia la tracciabilità in tempo reale che provvedere alla copertura assicurativa.

La giunta comunale sta facendo del proprio meglio per incoraggiare i romani ad abbracciare la mobilità integrata. L’assessore alla Città in Movimento Pietro Calabrese assicura con una nota su fb che le piste ciclabili non sono provvisorie, ma transitorie. “Vista l’emergenza abbiamo il dovere di procedere con soluzioni immediate, con sola segnaletica orizzontale e verticale, […] in sicurezza per tutti gli utenti della strada, soprattutto nelle intersezioni con la rete carrabile e con gli attraversamenti pedonali. Nel frattempo […] andiamo avanti coi progetti per completarle con tutti i dettagli, o per modificarne la tipologia di sezione nei tratti più complessi, che ovviamente necessitano di tempi più lunghi rispetto all’urgenza di ampliare la rete quanto prima possibile. Tempi che alla fine del periodo transitorio renderanno questi interventi permanenti, quindi omogenei con gli itinerari già realizzati”.

Questo significa che chi deciderà di acquistare un mezzo per mobilità alternativa, avrà le condizioni per poterlo usare sempre, anche quando l’emergenza sarà passata. “Non c’è niente di peggio che offrirgli uno spazio per poterlo utilizzare, che però in breve tempo non esisterà più”.

Nuove piste ciclabili per la mobilità alternativa a Roma
Nuove piste ciclabili per la mobilità alternativa a Roma

Una sperimentazione nazionale senza limiti?

Sono diversi gli spunti di riflessione che ci vengono in mente alla luce di queste notizie.

Il deputato Diego de Lorenzis ha dichiarato che non si tratta di ‘riscoprire la ruota’, ma di valorizzare le conoscenze che abbiamo e che la gestione della micro-mobilità sarà alquanto delicata e al tempo stesso fondamentale. Ci chiediamo: è giusto e conveniente limitare il buono di 200 euro solo alle aree urbane con più di 60000 abitanti? Soprattutto se è vero che le spese per un’auto privata ammontano in media a 4000 euro l’anno. Non sarebbe meglio sfruttare l’occasione ed incentivare tutte le realtà al cambiamento senza restrizioni?

In fin dei conti, la fase 2 sta accelerando un processo che già è in atto come chiarisce ancora una volta Calabrese: “ …il piano risponde a un fabbisogno di mobilità integrata che la Capitale necessita da decenni, in modo da invertire una tendenza che era insostenibile già cinquanta anni fa […] anche grazie al riequilibrio degli spazi in favore della mobilità dolce, pedonale, ciclabile, e tramite i mezzi più leggeri come i monopattini a trazione elettrica”.

Un altro interrogativo che ci poniamo riguarda la bike-lane: è sicuro far convivere motociclisti, ciclisti e monopattinisti insieme? Rendere il traffico più snello serve a poco se aumenta il rischio di incidenti. Una soluzione potrebbe essere quella di Green Italia: destinare le piste ciclabili o comunque le si voglia chiamare soltanto alla mobilità soft e far circolare le moto insieme agli altri veicoli a motore.

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