La warehouse Voi di Milano
Abbiamo visitato la warehouse Voi di Milano

Lo sharing monopattini Voi nasce a Stoccolma, in Svezia, nell’agosto 2018 dai fondatori Fredrik Hjelm, Douglas Stark, Adam Jafer e Filip Lindvall, Voi si è da allora espanso in tutta Europa e in Italia è presente a Milano, Roma e dalle prossime settimane a Torino.

La sua origine è svedese ma il suo progetto e la sua visione sono globali. Per questo Voi è è stata capace di attirare enormi investimenti, oltre 325 milioni di dollari, ponendo le basi di una crescita esponenziale.

Nelle scorse settimane abbiamo visitato la warehouse milanese, cuore del servizio della metropoli lombarda, per raccontarvi come funziona un servizio di sharing nella realtà.

Abbiamo visitato e vi raccontiamo la warehouse Voi di Milano, per scoprire come funziona uno deimigliori servizi di sharing attivi in Italia.
Grazie a Folco Gervasutti, abbiamo visitato e vi raccontiamo la warehouse Voi di Milano, per scoprire come funziona uno dei migliori servizi di sharing attivi in Italia.

Lo sharing come subscription economy

Lo sharing non è solo una comodità in più ma un esempio della trasformazione del nostro modo di possedere beni e servizi, ottimizzando il costo in termini di denaro ma soprattutto di tempo. Una visione moderna in cui i beni e servizi restano di proprietà dei gestori, con tutti gli oneri collegati, e l’utilizzatore ha sempre un mezzo pronto, disponibile, efficiente, carico, assicurato, pagando un abbonamento o una corsa. 

Da parte dei gestori, abbracciare questa rivoluzione significa essere in grado di essere realmente un’estensione del cliente. Essere capaci di offrire un servizio sempre vicino, funzionale e ad un prezzo competitivo, adatto all’uso costante. E non al mordi e fuggi. Qui Voi ha deciso di giocare la sua sfida, fino in fondo.

Guido Cavallini, responsabile della warehouse Voi di Milano.
Guido Cavallini, responsabile della warehouse Voi di Milano.

La mobilità inclusiva dello sharing monopattini Voi

In questa nuovo modo di possedere (o meglio, non possedere) beni ma usarli in qualunque momento siano necessari, è essenziale che il monopattino sia sempre a disposizione di tutti. Non solo Voi non prevede formule di affitto lungo e acquisto ma prevede una corsa massima della lunghezza di 45 minuti, più che sufficienti per attraversare la zona servita. Al termine del noleggio, il monopattino torna disponibile per un nuovo utente, una nuova corsa. Non si parcheggia in spazi interni e privati. Anche chi sceglie pass giornalieri, settimanali, mensili, paga un servizio, e si garantisce la disponibilità di tutti i monopattini Voi,  non di uno specifico veicolo. Un servizio aperto in tutta Milano e in tutte le città servite, in Italia e in Europa.

Rispetto del pedone e sicurezza

Il servizio di Voi vuole essere amichevole per chi lo utilizza ma anche per chi non ha nessuna intenzione di salire su un monopattino e continua a girare a piedi. Il Comune di Milano, per facilitare la convivenza di pedoni e monopattini ha previsto una rete fittissima di zone pedonali dove i monopattini in sharing sono costretti a rallentare dal gps. Dei problemi pratici di questa idea, teoricamente ottima, ho parlato nel mio articolo sui servizi di sharing a Milano.

Può capitare che un Gps generico,  e non eccessivamente preciso, “legga” la zona pedonale anche mentre siamo per strada, rallentando o fermando il veicolo e creando come minimo una certa sorpresa in chi guida.

Voi ha compreso che la sfida, oltre che in una razionalizzazione delle zone, è nella precisione di Gps e si è dotata di un sistema militare, dalla precisione di un metro. Il mio test ha confermato la bontà di questa scelta, ulteriormente esaltata dal sistema di comunicazione proprietario con il satellite. E’ stato fatto tutto quello che era tecnicamente possibile per assicurare la pacifica convivenza tra pedoni e monopattini, assicurando al contempo un servizio di qualità, senza stop improvvisi e incomprensibili, ai suoi clienti.

L’economia circolare di Voi.

Gli ultimi decenni ci hanno abituati a un’idea di modernità in cui tutto ciò che è guasto si butta e si sostituisce. Abbiamo vissuto un’economia dell’usa e getta che ha avuto costi ambientali altissimi, oltre a distruggere la cultura della manutenzione e l’idea di qualità di interi settori. A che cosa serve progettare, costruire, avere un oggetto di qualità se il suo destino è quello di finire in discarica invece che in manutenzione?

Alcuni monopattini Voi sottoposti alla manutenzione periodica.
Alcuni monopattini Voi sottoposti alla manutenzione periodica.

Ripensare consumi e mobilità con l’obiettivo della sostenibilità significa anche spezzare questo cerchio. Produrre meno e meglio per usare più a lungo e con risultati migliori. Visitando la warehouse di Voi, in cui un meccanico è sempre attivo, mentre sottopone i veicoli alla manutenzione periodica e preventiva a rotazione, balza agli occhi come il futuro della mobilità abbia trovato le sue radici nella qualità e nella cultura tecnica del prodotto e nell’abilità anche manuale degli operatori. Un monopattino Voi si smonta, si testa, si analizza, si controlla, talvolta si ripara, senza gettare niente ma recuperando tutto quello che è recuperabile.

Il 93% di un monopattino Voi è riciclabile e quando non è più utilizzabile e non è più possibile rimetterlo a nuovo viene riciclato oppure utilizzato da associazioni di volontariato che creano nuovi prodotti e attività partendo da componenti meccaniche funzionanti ma non più idonee all’uso sicuro su strada.

Riciclo e riutilizzo delle parti

La micromobilità, in teoria, sanno farla tutti. Ma per creare un servizio efficiente e realmente sostenibile ci vuole un impegno nuovo e continuo. Una visione, anche etica, molto forte e una organizzazione che abbia la qualità come costante punto di riferimento.

Ad esempio, non basta avere un assortimento costante di pezzi di ricambio. Occorre un sistema, un processo di lavoro e un patrimonio di esperienze umane e competenze che porti alla rimessa a nuovo e alla riutilizzazione di tutte le parti sostituite. Perfettamente funzionanti e garantite.  

La rivoluzione della micromobilità si appoggia su una robusta competenza meccanica e di prodotto. Nulla si butta. Tutto si ripara, rinnova, ricicla.
La rivoluzione della micromobilità si appoggia su una robusta competenza meccanica e di prodotto. Nulla si butta. Tutto si ripara, rinnova, ricicla.

Tolto da un mezzo, il pezzo viene smontato, pulito, controllato, riparato, testato. Niente viaggi, assistenza centralizzata (e conseguenti consumi). In officina è disponibile tutto quanto serve per riportare ogni pezzo allo stato originale, incluse le vernici speciali utilizzate al momento della produzione. In Nord Europa (Svezia, Norvegia e Finlandia) il riutilizzo è non solo incoraggiato ma anche facilitato dalla legge, che prevede il riutilizzo di tutti i pezzi e il riciclo delle batterie secondo un preciso disciplinare. Lo stesso processo e gli stessi fornitori utilizzati da Voi anche in Italia e in Francia. L’obiettivo, anche nell’Europa mediterranea  è quello di riuscire a mantenere tutto il ciclo all’interno del Paese, facendo del processo circolare già esistente un modello di progresso per tutto il sistema nazionale.

Il decomissioning

I protocolli Voi nascono per prolungare al massimo la vita e la salute del monopattino (un obiettivo ecologico, prima di tutto, come vedremo più avanti). Ma nonostante questo viene il giorno in cui il monopattino arriva al momento del “decommissioning”, l’uscita dal servizio. Ciò accade principalmente in caso della rottura del telaio (un  evento fortunatamente piuttosto raro).

Se la struttura portante del veicolo è stata danneggiata, è impossibile riportarlo alla sicurezza e funzionalità originaria. Il monopattino viene ritirato, i suoi pezzi smontati, rimessi a nuovo e rientrano in circolo come pezzi di ricambio, seguendo il percorso di test e rigenerazione che Voi ha messo a punto per loro. Il telaio  viene recuperato e riciclato da aziende che si occupano del riutilizzo dei metalli. 

La warehouse verde di Voi

Perché la mobilità sia veramente sostenibile, tutte le warehouse di Voi sono verdi. Cosa significa, in pratica? Ad esempio che l’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili e che le warehouse sono alimentate anche dalla produzione di energia fotovoltaica autonoma ( A Roma la warehouse Voi produce 684 Kw/h con i suoi pannelli fotovoltaici . Ma non solo.

Tutte le warehouse sono collocate in posti strategici che consentono di non far muovere troppo i furgoni. Sarebbe inutile organizzare un processo ecologico e sostenibile, per poi distruggerne i risultati col traffico dei mezzi tecnici. 

Tutti i mezzi utilizzati da Voi sono comunque elettrici. A Milano vengono utilizzati furgoni e scooter elettrici mentre a Roma l’80% per cento dei servizi (principalmente il cambio-batterie) viene effettuato in bici elettrica.  

La sostenibilità è anche sicurezza sul lavoro

I mezzi elettrici sono tecnologie nuove. Utilizzarle in modo responsabile e sicuro significa anche dotarsi di strumenti che la legge non ha ancora pensato di prevedere.

Ad esempio i costosissimi estintori verdi per le batterie al litio. Non sono ancora obbligatori in Italia ma Voi li ha acquistati: è un presidio in più per la sicurezza degli operatori e anche per gli utenti. I mezzi sono controllati h24, e anche nel trasporto delle batterie la sicurezza è sempre al primo posto. 

Sicurezza sul lavoro: estintori specifici per batterie al litio.
Sicurezza sul lavoro: estintori specifici per batterie al litio.

24 ore al giorno sulle nostre strade.

Alcuni numeri possono dare l’idea dell’importanza di Voi nella mobilità europea.

In Europa l’operatore di origine svedese conta 6 milioni di utenti, che hanno pagato 50 milioni di corse.

In Italia Voi è partita dalle grandi città, Milano e Roma, con 1750 monopattini attivi, su strada, in ogni momento. Più quelli mantenuti in backup per assicurare la manutenzione a rotazione. 

Interessante il tipo di utilizzo: la media di una corsa italiana è di circa 12 minuti, per un percorso di 1,4 chilometri. Il che dà l’idea di come il monopattino in Italia rappresenti un ponte da forme di trasporto diverse. O colmi il famoso “ultimo chilometro”, sempre in un sistema di trasporti complesso.

Quanto viaggia un monopattino?

E’ molto difficile dire quanto viaggia ogni giorno un monopattino Voi. A seconda dei momenti dell’anno, della temperatura, della latitudine, le cifre cambiano radicalmente: il monopattino resta un mezzo da primavera estate, che tutti amano prendere appena esce il sole.

Molte ore di utilizzo ogni giorno

Viaggiano comunque molto. Possono essere utilizzati 7-15 volte al giorno per un numero di ore che, a seconda delle giornate può variare tra le due e le sette ore di utilizzo per monopattino. Un uso molto intenso, che testimonia dell’abilità con cui Voi tiene in efficienza e ridispone continuamente i suoi monopattini.

Tre rebalance quotidiani

Quando i il monopattino è stato utilizzato deve immediatamente tornare nei posti giusti per essere ripreso e riutilizzato. Per questo voi effettua ben tre rebalance (o ricollocamenti) al giorno. Un capitolo a parte è quello del cambio batterie, particolarmente sentito a Roma, dove colli e salite causano un consumo maggiore.

L’obiettivo per i prossimi mesi è quello di avere sempre un monopattino entro i 60 metri da chi lo sta cercando. Maggiore efficienza logistica significa maggiori possibilità di utilizzo e servizio migliore anche per gli utenti.

La warehouse di Milano

La warehouse di Milano Voi, diretta da Guido Cavallini gestisce tutto lo sharing, la manutenzione e la logistica della metropoli lombarda. E  non solo di Milano. Arrivando nello spazio lindo e funzionale che Voi gestisce in zona Bovisa, l’impatto visivo con centinaia di ordinatissimi e nuovissimi monopattini, allineati e ordinati, è impressionante, mai visto. E’ la nuova flotta già allestita per Torino e pronta a scendere nelle strade nelle prossime settimane, appena concluse le procedure del bando. 

La flotta di riserva Voi, pronta a scendere in strada.
La flotta di riserva Voi, pronta a scendere in strada.

Quanti monopattini Voi ci sono per strada a Milano?

La flotta milanese è uguale per tutti gli operatori ed è regolata precisamente dal bando: 750 monopattini devono sempre essere per strada. Per garantire questa presenza costante e praticamente senza eccezioni, Voi dispone anche di 180 monopattini di backup, sempre pronti all’uso.

Quando un monopattino entra in manutenzione periodica o straordinaria, un altro è sempre pronto a sostituirlo.

La warehouse di Roma

L'energia sempre rinnovabile di Giuseppe Scarano, il responsabile della warehouse Voi di Roma e primo dipendente Voi in Italia.
L’energia sempre rinnovabile di Giuseppe Scarano, il responsabile della warehouse Voi di Roma e primo dipendente Voi in Italia.

Le warehouse sono concepite come hub di servizi, destinate a servire in futuro una molteplicità di Comuni, man mano che i servizi di sharing prenderanno piede anche nei centri più piccoli. 

La warehouse di Roma non fa eccezione ed è già concepita oggi per le esigenze ancora più complesse di un domani molto vicino. 

Quanti monopattini Voi ci sono per strada a Roma?

La flotta romana è più grande di quella milanese. Sia perché la struttura della città è policentrica e le zone servite non sono solo quelle più centrali, sia perché la storia dei bandi a Roma è stata diversa. 

A Roma Voi mette per strada ogni giorno 1000 monopattini, tutti nella nuova versione Voyager 4, di cui parleremo tra poco. 

Il quartier generale dei monopattini Voi

Mantenere una flotta per strada significa garantire due cose: efficienza del mezzo da ogni punto di vista e prossimità. Le Warehouse Voi sono il quartier generale del servizio. E’ intorno a qui che orbitano le flotte di mezzi elettrici che si incaricano di tenere i monopattini in efficienza e nella giusta disposizione per strada. Ed è qui che ha sede l’assistenza elettrica e meccanica di tutta la flotta.

In qualunque momento di qualunque giorno c’è sempre un meccanico all’opera per la manutenzione a rotazione dei mezzi, o per intervenire in caso di necessità, verificando e sostituendo parti danneggiate.

La manutenzione periodica

I monopattini non aspettano di guastarsi per passare sotto gli occhi dell’assistenza. Rientrano a rotazione e vengono verificati e regolati, per essere sempre in efficienza.  

Gli interventi di assistenza più frequenti: freni e parafango

L’intervento più frequente è la regolazione freni (due robusti tamburi da 80 sui V3x della flotta). Talvolta i veicoli possono rientrare prima del tempo per rotture dovute a un cattivo utilizzo, un tipico esempio è la rottura del supporto da smartphone. Una rottura curiosa è quella del parafango posteriore. Molti utenti sono abituati a monopattini che utilizzano il parafango come freno, e continuano a farlo anche col V3X di Voi, che invece è dotato di un ottimo sistema frenante. In questo caso l’assistenza di Voi non sostituisce il parafango ma lo rinforza con una piastra d’acciaio che impedisce di usarlo di nuovo come freno.

Manutenzione. Il cuore della sostenibilità.

Non lasciarlo mai a terra 

Un problema che la diffusione dei monopattini ha presentato, nella convivenza con i pedoni è la frequenza con la quale incuria e colpi di vento possono rovesciare a terra il veicolo, rischiando di danneggiarlo, occupando spazio sul marciapiede, ostacolando il passaggio di carrozzine e ipovedenti e offrendo in generale uno spettacolo estetico sgradevole.

L’attenzione di Voi alla sostenibilità si vede anche in queste piccole cose. I monopattini sono dotati di un doppio cavalletto, che offre un sostegno simmetrico e migliore. Nel caso improbabile di un rovesciamento, noterete che sotto al monopattino è presente un adesivo, che invita chiunque passi a rialzarlo. Un esempio di come anche la migliore organizzazione ha bisogno della collaborazione e dell’educazione civica di tutti.

Il vandalismo è un problema?

Sorprendentemente per chi si affida ai luoghi comuni, il vandalismo sui monopattini in Italia, almeno per ora, non è stato un problema.  Non solo non si sono ripetuti i veri e propri scempi compiuti sulle biciclette in sharing ma le statistiche collocano l’Italia come uno dei paesi europei con meno furti e vandalismo

Il cambio di batterie

Chi ha usato mezzi in sharing conosce la frustrazione di trovarsi fermo dopo poche centinaia di metri a causa della batteria scarica. L’uso sempre maggiore dei monopattini li sottopone a un test pesante e ogni servizio ha messo a punto una task force incaricata di seguire costantemente i mezzi e intervenire quando la carica delle batterie scende sotto il livello di guardia.

Uno stock di batterie cariche pronte per lo swapping.
Uno stock di batterie cariche pronte per lo swapping.

Osservare il deposito di batterie cariche pronte a essere inserite sui monopattini in strada a Milano è impressionante. Per installarle al momento giusto, Voi dispone di una flotta di veicoli elettrici, furgoni o bici, che intervengono dove e quando serve, in silenzio e senza aggravare l’inquinamento della città.  

Tre ribilanciamenti al giorno: un monopattino entro i 60 metri

E’ inutile avere il mezzo migliore, l’organizzazione più accurata e un prezzo competitivo se non trovi un monopattino per strada quando ne hai bisogno. Considerato che ogni servizio di sharing ha lo stesso numero di veicoli, l’efficienza del ribilanciamento fa la differenza.

L’obiettivo che Voi si è data per i prossimi mesi è estremamente ambizioso: offrire sempre un monopattino pronto entro i 60 metri da qualunque potenziale utente, all’interno della zona coperta.

Per arrivarci, Voi effettua ben tre ribilanciamenti quotidiani riportando i monopattini “dispersi” dall’utilizzo in zone poco frequentate là dove ce n’è più bisogno: le piazze principali, i viali, e soprattutto le corrispondenze con treni e metropolitane.

Il veicolo, il sistema, la visione: Verso il Voyager 4

Il veicolo è il cuore del servizio. Tutto ruota intorno a lui. Questo è particolarmente vero nel caso di Voi, che ha condensato nei suoi monopattini la sua stessa visione del futuro. E ovviamente un sistema organizzativo e progettuale globale. Il Voyager 4 nascerà da e per una nuova idea della mobilità.

Il Voyager 4 di Voi, che abbiamo scoperto e provato in anteprima.
Il Voyager 4 di Voi, che abbiamo scoperto e provato in anteprima.

Il presente di Voi a Milano: il Voyager 3X

Chi ha guidato, come me, il Voyager 3X di Voi per le strade della sua città, ha avuto il piacere di apprezzarne il senso di sicurezza e il piacere di guida. Come nasce un monopattino così? Così robusto e rassicurante da sembrare nato per lo sharing? 

Nasce dallo sharing monopattini Voi. Non è un monopattino di serie, personalizzato e ribrandizzato ma è stato progettato da Voi, e realizzato su specifiche chiuse da Ninebot, in Cina (come tutti i monopattini in circolazione, ma anche come tutta l’elettronica di consumo che utilizziamo, compresi computer e smartphone) 

Nel caso di un monopattino in sharing, che viene utilizzato per ore e ore ogni giorno da utenti diversi, la robustezza della struttura, delle componenti e anche della verniciatura, è un elemento assolutamente centrale.  Nessun monopattino di consumo potrebbe sopravvivere a lungo a un trattamento così. E la durata è una delle caratteristiche essenziali alla sostenibilità e alla circolarità dello sharing. Lo vedremo tra poco, parlando del futuro di Voi: il Voyager 4.

Il futuro: Voyager 4, progettato dallo sharing per la carbon neutrality

Arrivando alla warehouse era impossibile non notare, all’ingresso, il nuovo monopattino Voi pronto ad entrare in servizio: il Voyager 4.

La parentela col V3x è evidente. Ma è anche evidente il salto evolutivo del veicolo. L’aspetto è ancora più solido e “piantato” e all’occhio di un utilizzatore comune come me, un altro elemento balza immediatamente all’occhio: le frecce. I preziosi indicatori di direzione di cui molte volte ho sentito la mancanza.

Le frecce. Una novità importante del Voyager 4, dedicata alla sicurezza degli utenti.
Le frecce. Una novità importante del Voyager 4, dedicata alla sicurezza degli utenti.

Potrò guidarlo tra poco. Ma per ora sono curioso di sapere come nasce.

Voyager 4 Voi: dallo sharing per lo sharing.

Anzitutto, il mezzo nasce dalla collaborazione ormai di lunga data (per quanto è possibile in un mondo giovane come quello del monopattino elettrico) tra Voi e Ninebot. E in particolare dalla collaborazione tra il centro ricerche Segway/Ninebot di Harvard e il centro Voi di Stoccolma. Qui, a Stoccolma, vengono elaborate enormi quantità di dati provenienti da tutti i veicoli Voi già in circolazione: modo e tempo di utilizzo; stress; cose che funzionano e problemi; traffico; velocità; caratteristiche e stile di guida degli utilizzatori… 

Da questo uragano di dati, Voi estrae le caratteristiche da introdurre, i punti da migliorare, che vengono a loro volta confrontate e influenzate dal complesso delle normative europee.  Tutto ciò diventa il progetto da sottoporre a Ninebot.

Una specifica di produzione esatta, nelle caratteristiche, nei materiali e anche nel controllo qualità, come avviene per gli smartphone e i le componenti elettroniche prodotti per i grandi brand del mondo negli impianti cinesi. 

IL V4 è un monopattino progettato dallo sharing e per lo sharing. E’ la visione di una nuova mobilità, che si evolve costantemente, raccogliendo i dati che essa stessa crea e trasforma. Registrando anche i parametri dell’ambiente urbano (traffico, rumore, inquinamento), mentre viene trasformato dalla rivoluzione della microbilità.

5 anni di vita garantiti, per una vera carbon neutrality.

Un monopattino che circola risparmia carbonio ma è la sua produzione che rende il bilancio negativo. L’utilizzo anche (e soprattutto) di mezzi privati che vivono tra uno e tre anni, tiene il sistema ancora in passivo (per quando ovviamente non ai livelli di passività della mobilità tradizionale a combustione). 

Il punto di pareggio avviene intorno ai tre anni. Superando questa soglia e arrivando a 5 anni di vita dei veicoli il sistema-monopattino diventa totalmente (e non solo relativamente) positivo in termini di carbon footprint.  Il V3x di Voi, che è un monopattino longevo, è progettato per durare 3 anni prima di recuperare i componenti ed essere rimesso a nuovo.

il V4 vivrà 5 anni. 60 mesi. Sarà il monopattino elettrico in sharing più longevo sul mercato.

Più performance, più durata, più affidabilità

Il V4 supera del 30/35% il V3 in tutti i parametri di performance (che vengono limitati per l’uso in sharing ma fanno la differenza in uso anche così). Le sue componenti sono testate in laboratorio in interminabili stress test per garantire 60 mesi di durata minima. I suoi sensori a bordo segnalano non solo i guasti ma anche la possibilità che possa a breve verificarsi in guasto. 

Il V4 sarà una nuova frontiera dell’affidabilità e della sicurezza per l’utente dello sharing monopattini Voi. 

Un mezzo per la mobilità inclusiva

Tutti i monopattinisti del mondo sono dei principianti. O almeno la loro stragrande maggioranza. E’ nuovo il mezzo, è nuova la formula, sono nuovi gli spazi che le città e gli stati stanno creando per incentivare l’utilizzo.

Con il Voyager 4 Voi ha voluto creare innanzitutto un ottimo mezzo per cominciare e per incoraggiare gli utenti a passare alla micromobilità elettrica, in modo semplice, sicuro e amichevole.

Un esempio di questo approccio sono le frecce sia anteriori che posteriori. Ma anche la disposizione: tutto è a portata di mano, anche il campanello. I led della dashboard sono visibili ma non devono disturbare la guida. 

La plancia di comando del Voyager 4.
La plancia di comando del Voyager 4.

Il Voyager 4, insomma, è un mezzo inclusivo, anche per chi il monopattino non l’ha mai guidato o lo guida solo saltuariamente

Su misura di città

Il Voyager 4 è anche un mezzo robusto, adatto a sopravvivere con successo nell’ambiente selvatico della città. Le vernici sono specificamente formulate per respingere i graffi, ma anche i graffiti e gli atti di vandalismo. Il Voyager 4, un po’ come certi supereroi non si danneggia, non teme il contatto con il lato oscuro della metropoli ma se necessario lo affronta, e ne esce vincitore.

La sicurezza come obiettivo di fondo.

La sicurezza degli utenti e anche di chi convive con loro negli spazi della città è una delle chiavi di una mobilità realmente sostenibile e sicuramente della visione dello sharing monopattini Voi.  Certamente il giusto veicolo e la sua manutenzione, il suo progetto sono centrali. Ma non sono sufficienti senza l’educazione degli utenti.

Le scuole di guida

Il monopattino è un veicolo dall’utenza giovane, molti utilizzatori non hanno avuto alcuna educazione stradale. Voi sta lavorando per colmare questo vuoto, anzitutto con la sua scuola di traffico digitale gratuita, frequentata da oltre 500 mila persone in Europa, pensata anche (e soprattutto) proprio per chi non ha la patente.

Le modalità di guida

Le ricerche provano che il monopattino, per quanto docile e amichevole,  è un veicolo talmente nuovo da incutere un certo timore a chi non lo ha mai guidato. Curiosa la distribuzione di questo timore. Al primo uso coinvolge il 90% degli utenti. Ma anche la seconda volta il dato cala di poco: 75 %.

E solo oltre questa barriera che il dato degli utenti timorosi cala bruscamente, più che dimezzandosi al terzo utilizzo (33%). 

Per assicurare un accesso dolce al nuovo mezzo, Voi, come altri operatori ha previsto di dotare i suoi monopattini di una modalità di guida “principante”, con velocità limitata a 15 Km/h e di conseguenza spazi di frenata ridotti e una accelerazione più morbida. 

Prova su strada in anteprima: Il Voyager 4.

Abbiamo vista la genesi del Voyager 4. Ma come si comporta su strada? Che cosa arriva all’utente di tutto lo studio, la tecnologia, il processo di miglioramento che abbiamo raccontato?

L’ho provato al termine della visita, negli spazi intorno alla warehouse Voi. Il fatto che io non sia un driver di enorme esperienza non è in questo caso un limite. Un monopattino in sharing nasce per servire al meglio utenti che non hanno una lunga esperienza di monopattini.

Ho guidato di nuovo il V3x, ritrovando tutto il piacere di guida che avevo già provato per le strade di Milano. Ma il V4 è stato capace di regalare le stesse sensazioni, percepibilmente e notevolmente amplificate. Il monopattino è più stabile, talmente incollato alla strada che viene voglia di giocare, zigzagare fare arzigogoli (una cosa che va bene nel parcheggio e in una prova lontano dalla strada, assolutamente da non ripetere nel traffico).

Se il V3X era stabile, il V4 è stabilissimo. Se il 3X era maneggevole e addirittura divertente, il V4 diventa una gioia. 

Il Voyager 4 di Voi è un magnifico monopattino da guidare, che molti potrebbero decidere di utilizzare per il solo piacere di farlo. O perlomeno potrei farlo io.

Ci vedremo presto per le strade!


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